Viviamo in un tempo televisivo, in cui c'è carenza di veri maestri, ai quali rivolgersi per avere consigli nei momenti difficili della decisione e della lotta; quelli che abbiamo, purtroppo, sono pure immagini che durano lo spazio di una trasmissione! Ma guai a coloro che non hanno avuto e non hanno maestri, anche se è vero quel che afferma Leonardo da Vinci: Tristo quel discepolo che non avanzi suo maestro!
Sono rimasto colpito, durante un recente Convegno, della testimonianza di un Prof., economista di impresa, il quale ha rivelato che, fin dagli anni della sua formazione, tre sono stati i maestri che egli si era scelto come guida morale e che poi lo hanno accompagnato per tutta la vita: Dietrich Bonhoeffer, Romano Guardini e Luigi Sturzo.
Bonhoeffer, perché afferma l'importanza delle cose penultime, che, anche se sono intimamente legate alle cose ultime, sono quelle che presentano maggiori difficoltà, e richiedono impegno e responsabilità, sono quelle su cui ci scommettiamo personalmente; su quelle del piano di sopra è più facile l'accordo, trattandosi di principi generali.
L'altro maestro è Guardini, di cui legge e medita le opere: La fine dell'epoca moderna (1950) e Il potere ( 1951). Che cos'è il potere? E' ciò di cui ognuno non può fare a meno, è ciò che rende simili al Signore del mondo; e non è solo dei governanti, ma di chiunque è in grado di decidere, di comandare, di far lavorare degli uomini, in una parola è di colui che esercita un dominio.
Guardini, ammaestrato dal volto demoniaco del potere di allora ( ma solo di allora!), educa specialmente i giovani al retto uso del potere, che è quello del servizio!
Ma quello che negli ultimi tempi l'ha guidato, dice il nostro Autore, è Luigi Sturzo, che egli non ha mai conosciuto. " Eppure ho parlato con lui centinaia di volte, chiedendogli guida e consiglio. Esistono certamente studiosi e teorici di morale più sistematici di Sturzo. Ma il punto è proprio qui. Sturzo, pur basandosi su un sistema di pensiero morale ben solido, ancorato fortemente alla fede, non era un semplice studioso. Era un uomo di pensiero e di azione. Era un combattente guidato da un progetto. Sturzo è il pretino che organizza ed eleva la dialettica politica nel suo comune ( esercita la funzione di pro-sindaco per ben 15 anni , dal 1905 l 1920), che dà voce alla istituzione comunale in tutto il Paese, che organizza le casse rurali e le scuole di ceramica, è il leader politico nazionale che si erge contro la violenza del fascismo, che accetta, senza ribellione, il sacrificio dell'esilio impostogli dagli uomini di Chiesa, che, nel dopoguerra si batte contro la minaccia del nuovo totalitarismo comunista, che si batte contro la degenerazione della vita pubblica, che conduce la sua ultima battaglia contro lo statalismo, la partitocrazia, il saccheggio della finanza pubblica".
Ma egli non è solo un uomo contro .Le sue battaglia sono sempre animate da un grande spirito positivo, di fiducia nell'uomo, per la rinascita del suo paese, della sua Sicilia, per l'Europa, per la civiltà, per la democrazia, per la libertà, per la verità.
Sturzo è ancora attuale?
A parte il fatto che i classici sono sempre attuali e attuabili: classici vuol dire opere di grandi autori, e Sturzo è un grande, anche se ancora non trova adeguato posto nei libri scolastici, di filosofia, di politica, di sociologia , di storia della Chiesa, ed è grave!
Tre aspetti vogliamo ricordare, fra i tanti, della sua opera: La teoria della dualità e diarchia; la teoria sociologica, tenuta presente solo da pochi sociologi, ma di grande importanza come strumento valido di conoscenza applicabile e da sviluppare; e le diverse raccolte di lettere, ormai in buona parte edite, utilissime per la ricostruzione storica.
Dualità - Diarchia. Queste due categorie si rifanno ad una corretta antropologia, che esprime la stessa natura dell'uomo, fatta di ragione e di senso; essa si specifica sul piano sociale nel polarizzarsi di forze in due campi distinti che tendono o alla lotta o alla conciliabilità o alla felice collaborazione.
La dualità si presenta come "diarchia" nelle forme istituzionali della Chiesa e dello Stato; se l'uno vuole sopraffare o inglobare l'altra, genera un ibrido, che va a danno della persona perché produce la dittatura statalista o la teocrazia! E' l'antica teoria gelasiana adattata ai tempi moderni.
La sociologia sturziana è un'antropologia sociale, per la quale si ritiene non accettabile né la priorità dell'individuo sulla società né la priorità di questa su quello; ma al di là di queste formule, proprio perché Sturzo è stato un uomo di azione, sorretto da solide fondamenta spirituali, etico-religiose, può ancora fornire da maestro indicazioni preziose per l'azione politica, senza utopismi né messianismi. Le leggi sociologiche da lui descritte indicano il primato della persona (individuale-sociale) e della famiglia sulla società e lo stato. Tre infatti nella sociologia sturziana sono le forme primarie: la familiare, la religiosa e la politica. Due le forme secondarie e complementari: la economica e la internazionale.
Il dinamismo sociale è sorretto dalle sintesi di autorità e libertà; di morale e diritto. Mentre i mezzi per l'elevazione spirituale sono: la ragione, l'arte e la santità, elementi fecondatori della trascendenza umana.
Salvatore Latora
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