17/12/2002 - Pensarsi in Europa
Autore: Santo Gulisano  -  Sede: catania

Il CISS - Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, sede di Catania (via E. Pantano
n.57 * tel. 338.3397900 * e-mail: [email protected]) ha organizzato, con il
patrocinio della CISL Scuola di Catania e l'Associazione Katane.it, il Convegno:
"Pensarsi in Europa domani: le immagini di una identità, le modulazioni
di un nuovo linguaggio" che si è tenuto sabato 9 novembre nella sala
del Museo Diocesano di Catania.

Il Convegno poneva ua questione quanto mai attuale che nasce dalle esperienze
che sono state vissute in Europa nell'ultimo mezzo secolo, quando dagli "stati
nazionali si è passati alle Comunità Europee che, anche se caratterizzate
dal mercantilismo hanno preparato il terreno per la costituzione dell'Unione Europea.
La Questione Europea, tuttavia, resta aperta, non solamente perché l'Unione
Europea impone di dare risposta a diverse esigenze, istanze, problemi (nuova Costituzione
Europea, rapporti tra ordinamento giuridico comunitario e vecchi ordinamenti statali,
etc.), ma perché essa non rappresenta necessariamente i caratteri della
comunità politica".


Il Convegno è stato introdotto da Carlo Cittadino, responsabile
della sede catanese del CISS
, il quale - tra l'altro- ha ribadito l'attualità
di don Sturzo anche sulle tematiche degli "Stati Uniti d'Europa"
ed ha ricordato i progressi del processo di beatificazione di questo -ripetendo
le parole del card. Ruini- "apostolo della politica , ma di una politica
intesa come servizio e dovere civico e allo stesso tempo come atto di carità
verso il prossimo e azione apostolica"
.

Salvatore Sacco, segretario provinciale CISL Scuola Catania si
è soffermato sui lavori della Commissione che sta elaborando la Carta d'Europa
e sulle difficoltà che si stanno incontrando per far emergere il ruolo
che il cristianesimo ha avuto nella cultura delle singole nazioni, con il risultato
di poter venir fuori un documento burocratico che non tiene conto delle radici
e dei principi che hanno caratterizzato le vicende di questi popoli.

Matthias Turk, professore di teologia presso la Pontificia Università
Gregoriana
ha auspicato il superamento delle rigidità attuali
che stanno ostacolando una costruzione dell'Europa che valorizzi le singole comunità
di popoli mentre Antonino D'Asero, assessore al Comune di catania, tra i fondatori
del CISS di Catania, ha ricordato come nell'elaborazione sturziana fossero ben
presenti questioni che ora caratterizzano la costruzione dell'Europa.

Harald Tripp, membro del Pontificio Istituto Teutonico di S. Maria dell'Anima
ha espresso preoccupazioni per il processo di costruzione dell'Europa in atto
che rischia di privileggiare calcoli ed interessi di parte e, quindi, pochezza
di principi fondanti che, alla lunga aggregano e tengono unite le comunità.
Il Cristianesimo, nei secoli, ha determinato forme di coesione che hanno fatto
progredire processi di unificazione dei popoli, fino ad arrivare a porre la "questione
europea".

Alberto Cozzo, della Scuola di specializzazione in diritto romano della
Pontificia Università Lateranense
ha fatto emergere la dicotomia
tra diritto ed economia che caratterizza l'attuale fase di costruzione dell'Europa,
a vantaggio prevalente dei rapporti mercantili. Mentre lo sforzo di elaborazione
di "nessi" tra uomini, comunità e Stati comporta la
necessità di conseguire norme di diritto comunitario capaci di integrare
ed armonizzare le specificità dei vari, diversi ordinamenti.

Antonio De Maria, presidente dell'Opera SS. Cirillo e Metodio - Giovanni
paolo II
, ha ricordato l'invito del Papa a non dimenticare il riferimento
cristiano della Carta Europea. E non per ragioni ideologiche da imporre, ma per
ragioni storiche. I nuclei antecedenti agli Stati attuali si sono, infatti, aggregati
su valori e principi di essenza cristiana. Gli stessi padri dell'Europa -e soprattutto
Adenauer, De gasperi e Shuman- nel loro impegno hanno sempre puntato sugli aspetti
dottrinali e storici dell'esperienza cristiana.

Claudio Saita, segretario generale CISL di Enna ha, tra l'altro,
ripreso la questione della carta Costituzionale in corso di elaborazione, osservando
che non è tanto importante un semplice riferimento formale al cristianesimo
quanto un'impostazione che rispetti sostanzialmente e coerentemente principi e
valori sui quali il cristiano si scommette ogni giorno; in particolare le questioni
che riguardano l'uomo cittadino, la forma di stato e quella di governo. Giuseppe
Gullotta, del CISS di Bronte
ha concluso la serie degli interventi ribadendo
l'attualità delle intuizioni e dell'insegnamento di don Sturzo anche per
quanto riguarda gli Stati Uniti d'Europa. Ha, inoltre, rappresentato le difficoltà
che stanno davanti ma che bisogna affrontare per superare un'organizzazione che,
in atto, privilegia scelte e comportamenti verticistici che mal si conciliano
con una partecipazione diffusa dei cittadini.





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