12/02/2003 - L'appello ai siciliani; l'affetto per Catania
Autore: Mons. Santo Bellia  -  Sede: catania

Dobbiamo essere grati all'editrice Rubbentino per aver pubblicato una "raccolta di 32 articoli di don luigi Sturzo sulla Sicilia, sulle sue eccellenti risorse, sul suo avvenire".
Sono interventi di viva attualità, di lungimirante profezia, di feconda progettualità, di incoragiante e stimolante impegno.
Noi catanesi troviamo con gioia nell'interessante pubblicazione, significativi e cordiali "auguri a Catania" (v.n. 7, pp. 26-28).
Don Sturzo vi scriveva testualmente: "Cominciai assai piccolino a conoscere Catania... più tardi ne frequentai per qualche anno l'università... Poi dal 1905, divenni pro-sindaco di caltagirone e Consigliere Provinciale di Catania, per 15 anni.
Il mio affetto per Catania non è una novità; i ricordi si affollano nella mia mente; la rivedo anche in sogno, come si rivedono persone e luoghi che non si ha più la possibilità di avvicinare. A questa Catania mando gli auguri nell'anno che mi porta verso l'80mo, con la nostalgia dei miei primi anni, perché Catania perla siciliana affacciata sul mare Jonio, rifulga ancora di più nella sua ingenita vitalità.
La sua tradizione religiosa cristiana ha un nome, che è un simbolo: la vergine-martire Agata...
La tradizione culturale e umanistica di catania è fatta di nomi noti ed ammirati nelle arti, nella musica, nella letteratura e nella storia, ed ha per simbolo il maggior lirico musicale Bellini".
Don Sturzo quindi sottolinea:"...Catania è città di traffici, di industrie, di tempra economica, di volontà di superare difficoltà e miserie, per elevare le classi lavoratrici ed unire in cooperazione fattiva tutte le classi. Onde le lott sociali, pur vive ed ardenti, non eccedono i limitie trovano nella convergenza degli interessi il più fattivo sviluppo.
Il porto, opera voluta dai nostri padri, vincendo le difficoltà di un golfo aperto, dovrà essere riguardato come centro di vita...
l'aereoporto di Catania dovrà divenire uno scalo internazionale, sia per passeggeri che per merci...
Catania è il centro del turismo etneo, che comprenderà tutta la Sicilia orientale. Il turismo etneo, se bene ideato, organizzato e sfruttato, prenderà carattere mondiale e valorizzerà ancora di più tutta la Sicilia...".
Don Sturzo quindi ammonisce: ..."Catania merita ogni attenzione da parte delle autorità statali e regionali... Quel che auguro non è la soluzione isolata di questo o di quel problema; ma la visione complessiva, pur con attenzione graduale. Soprattutto auguro volontà decisa nei cittadini; quella volontà che rigetta il pessimismo agghiacciante e la critica disfattista; perché la prima responsabilitàè dei cittadini, che non devono disinteressarsi degli affari pubblici, lasciandone la cura alle autorità locali e centrali, per poi discreditarle...
Il mio augurio di benessere economico-sociale deve essere unito all'augurio di rinvigorimento e sviluppo in quantità e qualità degli istituti religiosi, culturali, artistici, assistenziali, senza i quali la vita si materializza e i valori intrinseci dell'uomo si sterilizzano".
Tali progetti auguri e moniti furono pubblicati il 3 gennaio 1951 sul "Corriere di Sicilia". Non sono ancora attuali?
Tutti e singoli gli interventi sturziani meritano approfondita analisi e seria riflessione: particolarmente quelli riguardanti l'autonomia regionale, il ponte sullo Stretto, i problemi dell'agricoltura e del turismo, il forte richiamo alla correttezza ed alla moralità nella vita politica...
Quanto mai preziosi ed attuali sono il "messaggio ai Siciliani" del 16 maggio 1955 e "l'appello ai Siciliani" del 24 maggio 1959.
Di quest'ultimo mi permetto di trascrivere il nucleo essenziale: "...bisogna puntare alla formazione di tecnici, di studiosi, di personale specializzato, costino quel che costino.
La regione, invece di tenere due o tre mila impiegati più o meno senza titolo nei vari dicasteri ed enti, che ha il piacere di creare a getto continuo, ne tenga solo mille, ma contribuisca ad avere 1000 tecnici di valore, capi azienda specializzati, professori eminenti, esperti di prim'ordine. Solo così la regione vincerebbe la battaglia per oggi e per l'avvenire; sarebbe così benedetta l'autonomia da noi vecchi e dai giovani, i quali ultimi invece di chiedere un posticino nelle banche o fra le guardie carcerariwe, sarebbero i "ricercati" delle imprese industriali, agricole e commerciali, nazionali ed estere.
Scuole serie, scuole importanti, scuole numerose, scuole che insegnano anche senza dare diplomi, al posto di scuole che danno diplomi e certificati fasulli a ragazzi senza cultura.
E' vero, sono un ottimista impertinente, anche di fronte ad una situazione oscura...Ma voglio andare all'altro mondo, quando Dio vorrà, con il mio ottimismo".
Don Sturzo conclude l'appello invitando "a curare l'educazione cristiana delle famiglie: senza questa educazione tutto cade".
Il volume è aperto da una valida prefazione di giovanni palladino, benemerito Presidente del "Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo". Si può indubbiamente condividere il suo auspicio: "E' tempo di dare finalmente ascolto a questo grande profeta siciliano, a quanto egli ha detto, ha scritto e ha fatto per la Sicilia e per l'Italia. Ripartire dal pensiero e dall'azione di Don Sturzo e nell'interesse di tutti".





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