19/05/2002 - DUE SACERDOTI: MARIO E LUIGI STURZO
Autore: Prof. S. Latora  -  Sede: catania

Gli studi su Luigi Sturzo sono ormai immensi, ma nella vasta bibliografia del grande sacerdote e uomo politico di Caltagirone credo mancasse ancora un anello, uno studio sul rapporto con il fratello Vescovo, Mons. Mario Sturzo, di dieci anni più anziano di lui.
Non è che non si fosse a conoscenza dell'intenso e fecondo rapporto fra i due fratelli, come anche dimostra il fitto Carteggio, pubblicato da Gabriele De Rosa, ma il problema non era stato affrontato con serietà di impegno filologico e teoretico.
Si potrebbe dire inoltre, che due città hanno diviso quelli che in vita sono stati profondamente uniti ! Piazza Armerina coltiva il monopolio su Mons. Mario Sturzo, avendo avuto il privilegio, per circa 40 anni, del suo magistero episcopale ; mentre Caltagirone si vanta giustamente del suo più illustre figlio, Luigi Sturzo, e l'onora con varie manifestazioni.
La tesi della " interdipendenza e complementarità" del pensiero e dell'opera dei due Fratelli Sturzo, che esperimentai nell'ampio volume del 1991 , si è rivelata molto feconda sia per gli studi che da allora ho portato avanti, sia per le tesi che ho fatto svolgere ai giovani allievi nei due Istituti teologici di Catania, dove insegno. E vorrei che proprio a cominciare dalle scuole possa essere continuata, perché è dai giovani che bisogna iniziare, facendo studiare loro le opere di questi due grandi, che possono essere considerati ormai come due classici del pensiero cattolico.
Trovo un'ulteriore conferma nel saggio inedito, che ho tradotto dall'inglese e che sta per essere pubblicato, dal titolo: The Problem of Knowledge and the Intuition of God, che Luigi Sturzo pubblico' in " Thoug, Fordham University", New York, june 1941, N° 6.
In questo saggio Luigi Sturzo, prende lo spunto occasionale da uno studio del teologo gesuita Gabriel Picard, La saisie immédiate de Dieu,Paris, 1923, e sviluppa in modo sistematico il problema della conoscenza, così caro al fratello Mario, che lo riteneva fondamentale e prioritario rispetto agli altri problemi filosofici.
Vedo ritornare in esso quasi gli stessi termini del Neosintetismo, come ad esempio il concetto di rapportualità che è fondamentale in tutta l'impostazione culturale sturziana.
Altri due o tre lavori voglio solo indicare in questa sede, per significare come la ricerca sulle opere dei Fratelli Sturzo si rivela una miniera inesauribile, e come accade per i grandi classici non si finisce di arricchirci spiritualmente e intellettualmente, e ciò varrebbe soprattutto per le nuove generazioni, a cui si vuol dare un orientamento solido ed efficace.
Nel I° Numero di quest'anno ( Gennaio-Giugno 1999) su Laòs, rivista dell'Istituto superiore di scienze religiose " San Luca" di Catania, ho pubblicato un saggio dal titolo: Per una teologia della laicità, secondo i fratelli Mario e Luigi Sturzo (pp.59-75), in cui sulla scorta di alcune intuizioni di Severino Dianich, ma anche di quelle di Gabriele De Rosa, di Michele Pennisi e di Bartolomeo Sorge, e soprattutto con il riscontro su alcune opere sturziane fondamentali, sostengo la tesi sopra indicata.
Severino Dianich, in alcuni rapidi ma essenziali passaggi della sua opera: Chiesa in missione. Per una ecclesiologia dinamica, ricorda che Luigi Sturzo " politico di grande profondità teologica, già nel 1937 ( anno della edizione francese di Chiesa e Stato), prima di Karl Ranher e di Henri De Lubac ( ma aggiungeremmo, prima ancora del teologo del laicato, Y. Congar), ha sostenuto esplicitamente il rapporto dialettico tra natura e grazia, tra chiesa e mondo" .
Sturzo sviluppa nel cap. XII de La società sua natura e leggi due concetti fondamentali:
" Risoluzione e trascendenza", che in qualche modo riassumono tutta la sua concezione sociologica e teologica. Trascendenza, " non come passaggio che va dalla realtà sperimentale alla astrazione mentale, ma come quello che va da una realtà a un'altra, ambedue spiritualmente vissute ". Il concetto di Risoluzione va inteso come risoluzione dell'umano nel divino.
Questa specifica teologia permette di evitare l'antica spartizione, che assegnava sul piano operativo: il sacro ai chierici; il profano ai laici! In una chiesa come Popolo di Dio, pur nelle sue varie articolazioni e carismi, si riscopre l'unità di tutti i suoi membri, fondata sulla vocazione comune a tutti per effetto del battesimo e della cresima: è la Chiesa come comunità dei credenti in Gesù Cristo.
L'altro articolo: Verità e libertà nel pensiero dei Fratelli Sturzo, è il frutto di una comunicazione, rielaborata, svolta al Convegno dell' A.D.I.F, a Gallarate nel 1997.
Ma l'opera più consistente, a cui ho lavorato l'anno scorso, che è pubblicata da Chiesa- Mondo e dal Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo (CISS), grazie alle sollecitazioni e all'incoraggiamento del suo Presidente, il Dottor Giovanni Palladino, è : ITINERARI ALLA SANTITA' nelle opere dei Fratelli Sturzo.
Si tratta di una scelta antologica con una ampia introduzione e note curate da me, in una splendida veste tipografica.
In essa sono stati raccolti alcuni scritti dei Fratelli Sturzo, che, trattando dello stesso argomento si illuminano e si completano a vicenda. Tracciano infatti in modo organico l'itinerario alla santità, secondo i consigli che il Cristo ha indicato per ogni suo seguace.
Del Vescovo Mario Sturzo viene riportata quasi per intero la pastorale del 1935, dal titolo che riecheggia quello dell'opera di S: Bonaventura: La santità nell'itinerario dell'anima in Dio, Scuola Tipografica S. Giuseppe, Asti 1935.
Di Don Luigi Sturzo abbiamo scelto tre saggi: I- La vita spirituale dell'uomo comune. II- Le beatitudini. III- L'apostolato laico, tratti dall'opera : Problemi spirituali del nostro tempo, Zanichelli, Bologna 1961.
Inoltre abbiamo inserito il capitolo V: Unione mistica. Radice e fine della nostra vita spirituale, tratto da: La vera vita, sociologia del soprannaturale, Zanichelli, Bologna 1960.
A conclusione abbiamo riportato: L'inno all'amore, tratto sempre dall'opera: Problemi spirituali… cit., che, secondo il giusto consiglio dell'Autore, dovrebbe essere insegnato in tutte le scuole, essendo " il più bello, puro, sublime inno che sia mai stato scritto ".
In appendice: una poesia del Vescovo che fu anche fine poeta; una lettera della corrispondenza inedita e una pagina autobiografica di Luigi, che ci fanno capire quanto stretti furono i rapporti affettivi e culturali tra i due fratelli e come entrambi, pur nella diversità degli impegni ecclesiali, anelassero al fine ultimo che è la santità .
E' forse questa una delle migliori premesse al già avviato processo di canonizzazione di Don Luigi Sturzo, e chissa' se non lo sarà anche per il fratello, Mons. Mario !
Leggendo questi brani non può non notarsi come i Fratelli Sturzo, in opere che si rivelano complementari, sapessero descrivere e andare in profondità negli itinerari che portano alla santità.
Che essi siano santi, spetta all'autorità ecclesiastica dichiararlo.
Se la carità è la misura della santità, l'azione politica di Luigi Sturzo è stata la sua opera più alta di carità; e lo stesso può dirsi per l'opera ecclesiale e pastorale di Mario.
Certo è però, che non si può descrivere un tale itinerario, se non lo si percorre anche personalmente, a meno che non si voglia ammettere una frattura, una dissonanza fra ciò che si espone intellettualmente e ciò che si opera concretamente, pena quindi una incoerenza fra il dire e il fare, fra pensiero e azione.
Ma tutto si può dire dei fratelli Sturzo, tranne che siano stati incoerenti!
Come dimostra la loro vita e la loro testimonianza, essi sono stati così coerenti fino ad affrontare la croce delle incomprensioni, e a non tirarsi mai indietro di fronte ai sacrifici e all'esilio.
E' la croce che sanno portare cristianamente tutti i profeti!
In rapporto all'attualità, due notazioni , per concludere.
Se voi leggete nell'antologia, a pag. 60 e ss. Il capitolo Ragione e fede, e alle pagine 65 e ss. Il capitolo: Rapporto tra filosofia e fede, troverete con non poco stupore, pari pari i pensieri essenziali della recente Enciclica Fides et ratio!
Oggi, in cui i termini dei problemi sono totalmente cambiati e nuovi rispetto al passato, si sente l'esigenza di un pensiero forte nei principi. Ebbene, nei Fratelli Sturzo ci sono le linee portanti di un progetto globale di rinnovamento etico-politico-religioso che comprende: un'antropologia e una sociologia nuove, una concezione politica che si estende fino ad una politica scolastica, una teologia della laicità, le linee per un movimento per la pace, e perfino una concezione estetica e letteraria.
Oggi c'è veramente bisogno, come è stato più volte ripetuto " di una immersione ideale delle istituzioni nel pensiero dei Fratelli Sturzo

Relazione per il Convegno del CISS. Caltagirone, 16Ottobre 1999
Salvatore Latora
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