Sturzo, La Pira e Mattei. Ideali in comune, visioni in contrasto - MILAZZO 28.6.16
Sturzo, La Pira e Mattei. Ideali in comune, visioni in contrasto
MILAZZO 28.6.16
Prima sessione, ore 9,30, Aula Magna Istituto Tecnico Tecnologico “ Ettore Maiorana” di Milazzo, dedicata agli studenti.
Seconda sessione, aperta alla cittadinanza, ore 16,30, sala Consiliare del Comune di Milazzo.
Il CISS – Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, il Presidente nazionale Gaspare Sturzo e Andrea Nastasi, responsabile della sede di Milazzo, invitano tutti i soci, gli amici e simpatizzanti, a partecipare al seminario di MILAZZO del 28.6.16, ore 16,30, presso la sala Consiliare del Comune di Milazzo al convegno “Sturzo, La Pira e Mattei. Ideali in comune, visioni in contrasto”.
Scopo del Convegno è quello di ricercare analogie tra il momento storico in cui sono vissuti Sturzo, La Pira e Mattei con l’ attualità dell’Italia d’oggi. Consapevoli della rilevanza dei contrasti e delle polemiche tra loro esistenti circa il metodo politico e sulle scelte economiche e imprenditoriali, non possiamo negare che gli ideali cristiani fossero comuni e che lo scopo delle loro azioni fosse finalizzato alla creazione di bene comune. Gli studi passati hanno trascurato di evidenziare tale ultimo aspetto, preferendo attestarsi partigianamente sulle loro dispute. Dobbiamo oggi approfondire l’analisi sul quantum di valori comuni espressi dai tre leaders in funzione delle azioni volte al bene comune e valutarne i risultati quanto alle seguenti circostanze:
- Se l’attuale e futura classe dirigente possa prendere qualche esempio da quelle esperienze;
- Se l’attuale crisi morale e politica possa avere influssi sul sistema sociale/culturale anche quanto agli interventi normativi su molteplici campi etico sensibili;
- Come la crisi economico-finanziaria, con i vigenti limiti europei circa l’intervento dello Stato, possa essere affrontata e superata in una Nazione come l’Italia dove le imprese sono spesso sottocapitalizzate e assieme al risparmio popolare, sono oggetto di eccessiva pressione fiscale;
- Se sia possibile immaginare un nuovo modello di Umanesimo e di Personalismo cristiano che possa emergere come proposta innovativa laica da offrire alle nuove generazioni di cittadini italiani ed europei.
Per consentire di approfondire meglio la mission del convegno, ci limitiamo a presentare alcune considerazioni su don Sturzo, La Pira e Mattei che segnano una traccia utile per rivedere solo approcci divisi nell’ambito dell’impegno cristiano nel diritto alla cittadinanza attiva. Così Marco Vitale nell’osservare in modo autenticamente nuovo il rapporto tra don Sturzo e La Pira e la valenza del loro contributo nel nostro quotidiano:
“Incominciamo col porci una domanda molto semplice, ma decisiva: Pensiamo che La Pira accetterebbe questa economia e questo mondo dominati dalla finanza nel quale, dopo uno dei più colossali processi di concentrazione di potere economico e di ricchezza della storia umana, lo 0,5% della popolazione mondiale detiene valori per 69 trilioni di dollari, mentre il 68% dispone solo di 8 trilioni di dollari? dove la diseguaglianza è stata elevata a modello di sviluppo? dove l’isterismo del deficit si traduce sempre più in massicci tagli alla spesa sociale per tappare i giganteschi buchi scavati dai Banchieri? dove al centro non c’è più non solo l’Uomo ma neanche la produzione e neanche il profitto, come corretta remunerazione di fattori produttivi imprenditorialmente organizzati, ma c’è l’utile differenziale realizzato da chi è più bravo a girare la carta finanziaria? dove la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è ritornata in molti paesi, tra i quali l’Italia, a essere un dramma? dove i poveri e i ceti medi pagano imposte più elevate dei ricchi? dove l’attivo patrimoniale di una sola famiglia (la famiglia Walton che controlla Walmart) è uguale a quello dei 150 milioni di americani più poveri? dove beni comuni come l’acqua, vengono inesorabilmente privatizzati, mentre le perdite delle grandi Banche vengono trasferite sul pubblico impunemente e senza condizioni? dove ci si è rifiutati di apprendere alcunché dalla crisi scoppiata nel 2008? Voi pensate che La Pira amerebbe questa economia globale che, dopo il grande tradimento di Obama, potremmo denominare l’economia della J.P. Morgan e di Goldman Sachs che, insieme allo spietato capitalismo di Stato cinese, sono i veri problemi? Io penso di no! Ma, allora, pensiamo, a contrario, che questa economia sarebbe appoggiata e amata da Sturzo? Io sono certo di no! E per gli stessi motivi. Così come questa economia non sarebbe appoggiata né amata dai grandi Liberali autentici come Einaudi, così come da tutti coloro che inquadrano il proprio pensiero nell’ambito della Dottrina Sociale della Chiesa e da tutti coloro che hanno creato e realizzato l’economia sociale di mercato, da tutti coloro che si sono collocati e si collocano nel gran filone dell’ “Umanesimo economico cristiano”. Forse oggi La Pira sarebbe più sensibile al tema delle “tre male bestie” di Sturzo, forse avrebbe attenuato la sua fiducia che tutto ciò che è pubblico è, per ciò stesso, buono ! Forse oggi Sturzo, dopo i grandi salvataggi bancari, soprattutto americani e inglesi, che hanno, per ora, salvato l’economia occidentale da una grande catastrofe, sarebbe meno rigido nel vedere in ogni intervento pubblico la mano del demonio socialista, ma si batterebbe perché a questi salvataggi corrisponda una chiamata di responsabilità ed una correzione delle degenerazioni comportamentali e istituzionali che li hanno resi necessari; forse Sturzo, oggi, sarebbe contento di come è andata con la Nuova Pignone e, sulla scorta di questa vicenda, si renderebbe maggiormente conto che, al di là del rigore delle cifre e dei bilanci, ci sono uomini e donne, strutture e competenze che è giusto difendere e cercare di far rifiorire a nuova vita, e che, talora, le visioni appassionate dei La Pira valgono più del rigore contabile dei contafagioli. Ma entrambi sarebbero, in prima linea, insieme, per battersi contro questa economia che sta facendo l’ultimo sforzo decisivo, per renderci tutti schiavi dei signori del denaro, per distruggere ogni umanità, ogni socialità, ogni rispetto per l’uomo e per la sua dignità e libertà. Sarebbero entrambi, in prima linea, per difendere la loro e la nostra Costituzione, guidati ed ispirati dall’Umanesimo economico cristiano, che è la speranza dell’ Europa e del mondo. E’ questo il dono che l’ Europa porta a un mondo umiliato e sottomesso dai signori del denaro. Per difendere e dispensare questo dono abbiamo bisogno di profeti. Per questo abbiamo bisogno di entrambi, dell’utopista e sognatore La Pira, del rigoroso e ispirato Don Sturzo.”
(Prof. Marco Vitale, tratto da: Sturzo e La Pira due visioni per un solo obiettivo:il bene Comune. Quaderni del CISS 2012)
Aldo Garsia ritiene che la figura di Mattei sia centrale quanto al dibattito sull’autonomia energetica di una Nazione:
“Nello stesso contesto si eleva gigante Enrico Mattei, figura prestigiosa dell’ingegno italiano . Egli appartiene a quella schiera di precursori che, già nel dopoguerra, avevano intuito quanto fosse importante occuparsi di energia e prefigurare nella strategia di sviluppo di un paese l’autonomia di approvvigionamento delle proprie fonti di energia. Senza energia niente sviluppo. E, con lo sviluppo dell’ energia, l’industria italiana doveva volare e produrre cultura e progresso per il nostro paese.”
Relatori:
Dott. Giuseppe De Lucia Lumeno
Segretario Generale Associazione Nazionale Banche Popolari e studioso di G. La Pira
Giorgio La Pira
Prof. Nicola Antonetti
Docente di Storia delle Dottrine Giuridiche Università di Parma Presidente dell’Istituto Luigi Sturzo Roma
Luigi Sturzo
Prof. Giulio Sapelli
Docente di Storia Economica Univ. Di Milano
Consigliere anziano e ricercatore emerito Fondazione Mattei
Enrico Mattei
On.le Alessandro Pagano
Parlamentare Nazionale
On.le Ernesto Preziosi
Parlamentare Nazionale









